Roma – L’argomento Dl Ristori è stato ampiamente trattato nel webinar on line dello studio (clicca qui per seguirlo). Ma come noto il prossimo  16 dicembre 2020 scade il termine per il versamento della seconda rata IMU per l’anno d’imposta 2020. La legge di Bilancio 2020 ha stabilito che, a decorrere dall’anno in corso, l’imposta unica comunale (c.d. IUC) è abolita, ad eccezione delle disposizioni relative alla tassa sui rifiuti (TARI).
La IUC, meglio conosciuta come IMU, è ora accorpata alla TASI, Tassa sui servizi indivisibili. Attenzione: A seguito dell’emergenza epidemiologica da Covid-19 in alcuni casi la
seconda rata non deve essere versata.
Per verificare se è possibile godere di tale agevolazione occorre far riferimento a tre Decreti emergenziali: il “Decreto Agosto” (D.L. 14 agosto 2020, n. 104, convertito ormai nella legge n.
126/2020), il “Decreto Ristori” (D.L. 28 ottobre 2020, n. 137) e il “Decreto Ristori-bis” (D.L. 9 novembre 2020, n. 149).

Il presupposto dell’IMU è il possesso di immobili. Il possesso dell’abitazione principale o assimilata non costituisce però presupposto dell’imposta, salvo che si tratti di un’unità
abitativa classificata nelle categorie catastali A/1, A/8 o A/9.
Il 16 giugno 2020 è stata versata la prima rata di acconto per l’anno d’imposta 2020.
Il versamento dell’IMU può avvenire alternativamente, mediante:
• il modello F24;
• apposito bollettino di c/c postale;
• la piattaforma PagoPA, di cui all’art. 5 del Codice dell’amministrazione digitale (D.Lgs. 7
marzo 2005, n. 82), e con le altre modalità previste dallo stesso Codice.

Esenzioni al versamento della seconda rata IMU
Per effetto di alcune disposizioni normative, emanate negli ultimi mesi a seguito della pandemia,
non è dovuta la seconda rata dell’IMU per il 2020, in scadenza il 16 dicembre 2020, per gli
immobili nei quali si svolgono attività sospese a causa del Covid-19.
Il Decreto Agosto
L’art. 78 del “Decreto Agosto”, convertito nella legge n. 126/2020, ha stabilito che la seconda
rata IMU 2020 non deve essere versata per:
a) gli immobili adibiti a stabilimenti marittimi, lacuali e fluviali, nonché immobili degli
stabilimenti termali;

b) gli immobili rientranti nella categoria catastale D/2 e le relative pertinenze, immobili degli
agriturismi, dei villaggi turistici, degli ostelli della gioventù, dei rifugi di montagna, delle
colonie marine e montane, degli affittacamere per brevi soggiorni, delle case e
appartamenti per vacanze, dei B&B, dei residence e dei campeggi, a condizione che i
relativi proprietari siano anche gestori delle attività ivi esercitate;
c) immobili rientranti nella categoria catastale D in uso da parte di imprese esercenti
attività di allestimenti di strutture espositive nell’ambito di eventi fieristici o
manifestazioni;
d) immobili rientranti nella categoria catastale D/3 destinati a spettacoli cinematografici,
teatri e sale per concerti e spettacoli, a condizione che i relativi proprietari siano
anche gestori delle attività ivi esercitate;
e) immobili destinati a discoteche, sale da ballo, night-club e simili, a condizione che i
relativi proprietari siano anche gestori delle attività ivi esercitate.
Per gli immobili rientranti nella categoria catastale D/3 destinati a spettacoli cinematografici, teatri
e sale per concerti e spettacoli l’imposta municipale propria (IMU) di cui all’articolo 1, commi da
738 a 783, della legge n. 160/2019, non sarà dovuta per gli anni 2021 e 2022. L’efficacia di
quest’ultima previsione è subordinata, all’autorizzazione della Commissione europea.
Si ricorda che il decreto “Rilancio” (D.L. n. 34/2020) ha introdotto anche l’esenzione dalla prima
rata IMU per gli immobili del settore turistico sopra indicati alla lettera a) e b).
Il Decreto Ristori e il Decreto Ristori-bis
Alla luce delle nuove restrizioni imposte ad alcune attività commerciali, sono stati recentemente
emanati due nuovi decreti a distanza di pochi giorni uno dall’altro.
Questi due decreti contengono ulteriori esenzioni al versamento della seconda rata IMU 2020
per gli immobili e le relative pertinenze in cui si svolgono le attività interessate dalle misure di
sospensione o di limitazione dell’esercizio a seguito del D.P.C.M. 24 ottobre 2020.
L’art. 9 del D.L. n. 137/2020 (“Decreto Ristori”) ha previsto infatti che, a condizione che i relativi
proprietari siano anche gestori delle attività ivi esercitate, sono esonerati dall’imposta gli
immobili e le relative pertinenze in cui sono esercitate le attività indicate nella tabella di
cui all’allegato 1 del decreto stesso, poi sostituito dall’allegato 1 del “Decreto Ristori-bis”
(alleghiamo la tabella in calce alla lettera).
Inoltre, l’art. 5 del citato “Decreto Ristori-bis” (D.L. n. 149/2020) ha poi aggiunto un ulteriore
elenco di attività, all’allegato 2 del Decreto  i cui esercenti possono non versare la seconda rata IMU 2020 nei casi in cui il proprietario  dell’immobile sia anche il gestore delle attività ivi esercitate e gli immobili siano ubicati nei comuni delle aree del territorio nazionale caratterizzate da uno scenario di massima gravità e da un livello di rischio alto, cosiddette “zone rosse”, individuate dall’art. 3 del
D.P.C.M. del 3 novembre 2020 e dall’art. 30 dello stesso “Decreto Ristori-bis”.

Le disposizioni si sono succedute ma non si sovrappongono, anzi è stata ampliata la platea dei
soggetti beneficiari.
Le esenzioni previste dall’art. 78 D.L. n. 104/2020, convertito in legge n.
126/2020, relative a:
• immobili adibiti a stabilimenti marittimi, lacuali e fluviali, nonché immobili degli
stabilimenti termali (lettera a));
• immobili rientranti nella categoria catastale D in uso da parte di imprese esercenti
attività di allestimenti di strutture espositive nell’ambito di eventi fieristici o
manifestazioni (lettera c));
che non richiedono coincidenza tra il proprietario dell’immobile e il gestore dell’attività,
continuano ad applicarsi secondo la vecchia regola, indipendentemente dal fatto che le
stesse siano incluse anche nella tabella allegata al “Decreto Ristori” e che la novella
legislativa richieda l’immedesimazione tra proprietario e gestore.

Occorre quindi individuare secondo diversi criteri – quali ubicazione dell’immobile, attività esercitata e corrispondenza tra proprietario e gestore dell’attività – se sia possibile godere della cancellazione della seconda rata IMU 2020.