Roma – Focalizziamo questo argomento che risulta essere importante per i datori di lavoro del settore privato con esclusione di quello agricolo, è previsto un esonero dal versamento dei contributi previdenziali a loro carico, fruibile entro il 31 dicembre 2020 a condizione che i medesimi datori non richiedano i nuovi interventi di integrazione salariale di cui all’articolo 1 D.L. 104/2020.

Possono accedere all’esonero i datori di lavoro che abbiano già fruito, nei mesi di maggio e giugno 2020, degli interventi di integrazione salariale di cui agli articoli da 19 a 22-quinquies del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, ossia dei trattamenti ordinari di integrazione salariale, degli assegni ordinari e dei trattamenti di integrazione salariale in deroga, riconosciuti secondo la disciplina posta in relazione all’emergenza epidemiologica da COVID-19. L’ammontare dell’esonero è pari alla contribuzione non versata per il doppio delle ore di integrazione salariale fruite nei suddetti due mesi di maggio e giugno 2020, con esclusione dei premi e contributi dovuti all’INAIL.

 L’importo dell’esonero così calcolato deve essere, poi, riparametrato e applicato su base mensile per un periodo massimo di quattro mesi e non può superare, per ogni singolo mese di fruizione dell’agevolazione, l’ammontare dei contributi dovuti.

Nella determinazione delle contribuzioni effettivamente oggetto dell’esonero è necessario fare riferimento alla contribuzione datoriale che può essere effettivamente oggetto di sgravio.

In particolare si evidenzia che non sono oggetto di esonero le seguenti contribuzioni:

  • i premi e i contributi dovuti all’INAIL
  • il contributo, ove dovuto, al “Fondo per l’erogazione ai lavoratori dipendenti del settore privato

dei trattamenti di fine rapporto di cui all’articolo 2120 del codice civile” di cui all’articolo 1, comma

755, della legge 27 dicembre 2006, n. 296.

  • il contributo, ove dovuto, ai Fondi di cui agli articoli 26, 27, 28, 29 e 40 del D.lgs 14 settembre 2015,
  1. 148 (fondi di solidarietà bilaterale, alternativi, integrazione salariale, territoriali).
  • il contributo previsto dall’articolo 25, comma 4, della legge 21 dicembre 1978, n. 845, in misura pari

allo 0,30% della retribuzione imponibile, destinato, o comunque destinabile, al finanziamento dei Fondi

interprofessionali per la formazione continua.

  • Sono, inoltre, escluse dall’applicazione dell’esonero le contribuzioni che non hanno natura previdenziale

e quelle concepite allo scopo di apportare elementi di solidarietà alle gestioni previdenziali di riferimento.

Vediamo ora quali sono i datori di lavoro che possono accedere al beneficio.

Ai fini della verifica del rispetto del presupposto legittimante il riconoscimento di questo esonero (ossia la fruizione degli ammortizzatori nei mesi di maggio e giugno 2020) è necessario fare riferimento alle singole matricole INPS attribuite ai datori di lavoro in ragione del diverso inquadramento previdenziale.

 Conseguentemente, l’importo dell’esonero potrà essere fruito, nei limiti della contribuzione previdenziale dovuta, per le medesime matricole per le quali si è fruito dei trattamenti ai sensi del DL 18/2020.

Questa norma ha lo scopo di incentivare i datori di lavoro a non ricorrere ad ulteriori trattamenti di integrazione salariale. Qualora il datore di lavoro decida di accedere a questo esonero, non potrà più avvalersi di eventuali ulteriori trattamenti di integrazione salariale collegati all’emergenza da COVID-19.