ROMA – Su questo importante tema l’Agenzia delle Entrate ha fornito nuovi chiarimenti in tema di
aliquota IVA agevolata applicabile alle cessioni di taluni beni utili al contenimento e la gestione
dell’emergenza epidemiologica.
Redatta sotto forma di risposte ai quesiti, il documento di prassi esamina una serie di casi chiarendo alcuni
dubbi interpretativi riguardanti l’ambito applicativo del nuovo regime introdotto dall’art. 124 del D.L. n.
34/2020 (decreto “Rilancio”).
Si ricorda che per le cessioni delle mascherine e degli altri dispositivi medici e di protezione individuale
espressamente elencati dalla norma, viene prevista:
• fino al 31 dicembre 2020, l’esenzione da IVA (con mantenimento del diritto alla detrazione
dell’imposta pagata sugli acquisti e sulle importazioni di beni e servizi afferenti a tali operazioni);
• dal 1° gennaio 2021, l’applicazione dell’aliquota IVA ridotta al 5%.

Viene precisato che l’elenco dei beni agevolabili contenuto nell’art. 124, comma 1, è un elenco tassativo
e non esemplificativo; quindi solo i beni ivi indicati possono essere ceduti sino al 31 dicembre 2020 in
esenzione da IVA e con applicazione dell’aliquota IVA del 5 per cento a decorrere dal 1° gennaio 2021.
Viene inoltre sottolineato che per usufruire del regime di maggior favore le cessioni dei beni in commento
devono rispettare la finalità sanitaria che, tenendo conto della natura dei beni elencati, è ragionevole
ritenere rispettata nella generalità dei casi. Non può tuttavia escludersi che alcuni dei beni in commento
possano prestarsi a usi e impieghi diversi da quello sanitario.
Le soluzioni idroalcoliche, ad esempio, possono essere cedute anche per finalità cosmetiche o alimentari
e in tali casi la relativa cessione non potrà usufruire del regime di favore di cui all’art. 124. La finalità della
cessione è in genere desumibile dall’acquirente e dal suo settore di attività.
Viene chiarito, inoltre, che il trattamento IVA agevolato si applica sia alle cessioni/acquisti interni, sia alle
importazioni, nonchè agli acquisti intracomunitari di beni. Ne emerge un regime agevolativo con un ambito
soggettivo di applicazione molto ampio nel senso che è applicabile a qualsiasi cedente e acquirente,
nonché stadio di commercializzazione.
Rientrano nell’agevolazione anche le cessioni onerose e quelle gratuite, nonché le prestazioni di servizi
di cui all’art. 16, comma 3, del D.P.R. n. 633/1972 (contratti d’opera, di appalto, locazione finanziaria,
noleggio e simili).
Si riportano alcuni tra i beni agevolati:

• i detergenti disinfettanti per mani; nello specifico, i soli prodotti per le mani con potere
disinfettante che contengono i biocidi (BPR) o i presidi medico chirurgici (PMC), autorizzati in
genere dal Ministero della salute o dall’ISS, che obbligatoriamente riportano in etichetta il
numero di registrazione/autorizzazione. Non rientrano i comuni igienizzanti per le mani, per i
quali, al pari dei detergenti non è prevista alcuna autorizzazione;
• le mascherine chirurgiche, le mascherine Fp2 e Fp3 oppure le mascherine chirurgiche
“autorizzate in deroga” dall’Istituto Superiore di Sanità o dall’INAIL ai sensi dell’art. 15, commi 2
e 3 del D.L. n. 18 del 2020. Il beneficio si può estendere anche a quelle riutilizzabili, vendute
unitamente al relativo filtro. La cessione del filtro, invece, può fruire del beneficio fiscale anche
se venduto singolarmente, trattandosi dell’elemento principale della mascherina che ne
garantisce la sicurezza;
• dispenser a muro per disinfettanti, comprese le piantane dotate di sistemi di fissaggio;
• tra la strumentazione per diagnostica per Covid-19 rientrano anche i Saturimetri
(pulsossimetri e ossimetri) ed i test sierologici;
• articoli di abbigliamento protettivo per finalità sanitarie.
Le operazioni relative ai beni elencati nell’art. 124, comma 1, vanno riportate nella Comunicazione delle
liquidazioni periodiche IVA secondo le modalità di seguito descritte:
1. il cedente indica l’ammontare delle cessioni nel rigo VP2;
2. il cessionario indica l’ammontare degli acquisti nel rigo VP3